eleonora

eleonora, 18. Aprile 2016 Avventurati

QUANTO DÀ FASTIDIO UN CELIACO?

Siamo sinceri: quanto dà fastidio un celiaco? Volendo essere ottimisti, credo che almeno una volta nella vita, vi sarà capitato di essere guardati di traverso quando avete detto, al barista o al cameriere di turno, di essere celiaci! Forse vi è capitato anche di peggio. Purtroppo alla maleducazione non c’è mai limite! …occhi al cielo, insofferenza, camerieri che sbuffano, sopracciglia alzate e non vado oltre!

Spesso e volentieri il celiaco non è riconosciuto come un soggetto affetto da una patologia ma visto come il rompiscatole di turno. Quindi molto spesso, alla impreparazione del personale di sala o di cucina si aggiunge anche la maleducazione. Si parte dalle soluzioni semplicistiche proposte dall’interlocutore di turno alle situazioni molto più estreme in cui l’unica alternativa possibile è quella di rimanere digiuni.

Ci sentiremo offrire con leggerezza, in sostituzione della pasta tradizionale, pasta al farro o al kamut (ovviamente inadeguata, in quanti cereali glutinosi).

Vedremo occhi sollevati al cielo, quando comunicheremo che sono cereali che non possono essere consumati dal celiaco.

Capiremo immediatamente di avere di fronte a noi una persona che ignora completamente il problema e che quindi, come minimo, in cucina compierà errori di cross contamination che danneggeranno la nostra salute.

Personalmente, la cosa che più mi infastidisce è avere a che fare con un interlocutore che ritiene un capriccio, la necessità di mangiare senza glutine. Ricevere risposte maleducate o peggio aver a che fare con atteggiamenti indisponenti, mi fa andare su tutte le furie.

Casualmente, qualche giorno fa, ascoltavo le lamentele di un cameriere. Chiacchierando con un cliente (probabilmente abituale), dichiarava di essere stufo ed esasperato dalle continue richieste di cucina vegana, vegetariana, crudista, senza lattosio, senza glutine e chi più ne ha più ne metta!.

Etichettava tutti come dei rompiscatole, ed il suo interlocutore gli dava anche corda!

Secondo loro, il cliente è un soggetto insoddisfatto e genericamente egocentrico, capace di inventare ogni giorno scuse e allergie per sentirsi al centro dell’attenzione. 

Insomma una conversazione ad altissimi livelli!

Ovviamente ho assistito ad un caso limite, ma l’insofferenza che spesso si percepisce, non credo sia una mia fissazione!

Eppure il bisogno di mangiare senza glutine non dovrebbe essere mai confuso con una scelta dietetica in quanto costituisce l’unica cura per il celiaco. Forse non ci si rende conto di quanto sia importante seguire una dieta gluten-fee, perché l’accidentale assunzione di glutine non porta a un rischio di vita immediato. Così, il celiaco viene etichettato spesso come un malato immaginario che per un mal di pancia, ne fa un dramma. 

Di certo è un peccato, per chi si occupa di ristorazione, non prendere in considerazione l’esistenza di esigenze alimentari specifiche. Dovrebbero considerarle come sfide in grado di attrarre più clienti e non scocciatori. Dovrebbero considerare questo aspetto come una possibilità in più di veicolare maggiore clientela all’interno dei loro locali.

Offrire un servizio adeguato a chi soffre di patologie alimentari, può essere una spinta in più per il proprio esercizio commerciale. Se si considera che il celiaco non riesce a trovare cibo o semplicemente una birra dappertutto, è facile capire che è in grado di trainare amici e parenti verso locali che offrono un servizio a lui adeguato. Pertanto offrire una cucina attenta accompagnata da un servizio cortee  è ciò che ci si aspetta, quando, da clienti, si varca la soglia di un bar o di un ristorante.

Sicuramente a beneficiarne non saranno soltanto i tanti clienti celiaci ma anche le casse del ristorante o bar in questione! 

In tanti (rispetto agli anni passati) hanno capito questo discorso, e non considerano più il celiaco un rompiscatole.

Anzi sempre più spesso è possibile trovare locali informati e personale cordiale. Se volete, date uno sguardo al sito o alla comodissima App Glutenfree Roads, dove troverete negozi, bar, ristoranti e alberghi informati e con prodotti gluten free.

 

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eleonora

Art diector, mamma, moglie; appassionata di tutto ciò che è creativo. Dalla grande amicizia con Elena nasce la voglia di fare qualcosa per superare tutti gli ostacoli sociali a cui va incontro chi soffre di celiachia. Nasce così nel 2012, il nostro blog: Paneamoreceliachia, dove cerchiamo di affrontare giorno per giorno ciò che la vita ci offre. Quando mi chiedono come mai mi interesso a questo problema visto che io non ne soffro, ne rimango sorpresa. La risposta è nell'aver capito che una dieta glutenfree non è nè un capriccio, nè una moda, ma l'unica cura possibile per chi soffre di celiachia e la sensibilizzazione di chi non la vive tutti i giorni può apportare un grande beneficio sociale a chi deve seguire una scrupolosa dieta senza glutine.