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simonetta, 27. dicembre 2017 Assaggia Avventurati

Nuovo anno: come si festeggia, piccolo viaggio di capodanno intorno al mondo

L’arrivo del nuovo anno è sempre una specie di rito di passaggio, un momento di bilanci e di propositi, di speranze e di riti propiziatori per il futuro, ma, soprattutto, il nuovo anno porta con sè momenti di convivio e una serie di piatti tradizionali che spesso nascondo simboli di prosperità e fortuna.

Iniziamo il nostro piccolo viaggio sulle abitudini per festeggiare il nuovo anno nel mondo partendo dal nostro paese, dall’Italia, dove è tradizione mangiare lenticchie la notte di San Silvestro, anche perché tutti siamo certi che portino fortuna materiale, ovvero soldi.

Non vale fare purè di lenticchie o mousse: ve lo garantisco, le lenticchie devono avere la loro forma di piccola e rotonda, proprio come tante minuscole monetine.

Insieme alle lenticchie cotechino e zampone, ovvero elaborati di carne di maiale, sono i protagonisti della tavola.

La  carne di maiale viene mangiata anche in Germania e in altri paesi del Nord Europa,  ed è anche un simbolo di buona fortuna e benessere.  Per i vegetariani  l’alternativa dolce sono i maialini di marzapane (Marzipanschweine) o cioccolatini a forma di maiale.

Se il maiale è protagonista in tanti paesi europei, in Francia il protagonista è il mare:  aragoste, ostrice e salmone entrano nelle case, insieme al più terrestre fois gras e patè vari, e ai volatili come tacchino e anatra che vengono deglinati in piatti sofisticati come l’anatra all’arancia. Per dolce il tradizionalissimo tronco di Natale accompagna tutte le feste.

Dalla Francia ci dirigiamo verso la Gran Bretagna, o meglio verso la Scozia, dove vale la pena di fare un viaggio per festeggiare il nuovo anno con la festa Hogmanay che può durare per giorni e  che pare derivi direttamente dalle celebrazioni vichinghe per i giorni più corti dell’anno. Si accompagna ai piatti tradizionali scozzesi, al whisky e agli shortbread, ovvero i biscotti di pasta frolla burrosa.

Dalla Scozia alla Spagna, dove oltre a mangiare i classici “mariscos”, frutti di mare, si deve essere così bravi da mangiare 12 chicchi d’uva, uno per ogni rintocco di campana che annuncia il nuovo anno a mezzanotte del 31 dicembre: se ci riuscite la fortuna sarà dalla vostra. Vi assicuro per esperienza personale che non per nulla facile.

 

Dalla Spagna, attraversiamo l’Atlantico e andiamo in Argentina. Se andate a Buenos Aires triverete la città imbiancata, ma non si neve, ovviamente, visto che siamo in piena estate, ma di piccoli pezzetti di carta che vengono lanciati da case e uffici. Poi la sera ci si ritrova ad aspettare il nuovo anno davanti a una “parrilla”. una griglia, per mangiare l’asado, che richiede una lenta e paziente cottura di tre o quattro tagli di carne di manzo alla griglia.

Dall’Argentina, andiamo negli Stati Uniti, dove sicuramente le tradizioni sono mescolate e multietniche, e sicuramente la carne di manzo, tacchino a maiale la fa da padrone, ma nel Sud  chi mangia piselli dagli occhi neri (black eyed beans) dimostra umiltà e quindi attira la buona sorte. Inoltre, se accompagnati con i cavoli verdi e altri verdure verdi si possono prevedere che portino soldi:  perché le verdure sono dello stesso colore del “verde dollaro”.

Saltiamo a ovest, attraversando il Pacifico e troviamo uno dei cibi più amati del Giappone, i soba (spaghetti di grano saraceno), che sono abitualmente consumati a mezzanotte del 31 dicembre, quando sono chiamati toshi-koshi (“da un anno all’altro”) soba. Gli spaghetti simboleggiano la longevità, quindi, ovviamente, più lunghi sono, meglio è.

Ritorniamo in Europa, e precisamente in quella culla di civiltà che è la Grecia, dove ad accogliere l’anno nuovo troviamo un pane dolce delizioso chiamato vasilopitta (Torta di San Basilio), che viene preparato nelle case affinché il Nuovo Anno sia pieno di dolcezza di vita, libertà,salute e felicità. Durante la preparazione della Vasilopita si
aggiunge una moneta tra gli ingredienti. La persona che riceve la porzione  che contiene la moneta è considerata benedetta e fortunata. Questa tradizione pare risalga a metà del 400 dc, quando il vescovo San Basilio il Grande,  incaricò le donne di  cuocere in forno un pane zuccherato in cui veniva inserita una moneta d’oro. Il pane fu distribuito alle famiglie bisognose che in questo modo trovavano anche denaro.

Il nostro piccolo viaggio termina qui, come potete vedere molte squisitezze richiedono farina di frumento, ma noi non ci scoraggiamo: sglutiniamo tutto usando le farine senza glutine e anche chi ha problemi di glutine può festeggiare alla grande!

 

Tanti auguri per uno strepitoso 

NUOVO ANNO

2018

 

 


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Sono Simonetta Nepi e quando ho scoperto di essere celiaca ho anche capito quanto mi piaceva impastare, infornare e cucinare. Quello che doveva essere un limite mi ha invece regalato una gran voglia di sperimentare, scoprire gusti e nuovi sapori. Con il mio blog www.glu-fri.com propongo ricette semplicissime e adatte a tutti, con una grande passione per la pasticceria casalinga.