fabianacorami, 11. dicembre 2017 Avventurati

L’Avvento free from

L’Avvento

L’Avvento è il tempo dell’attesa, è il tempo che precede il Natale. L’avvento è un tempo ricco di spiritualità, è un tempo di quiete. Ma è anche un tempo ricco di tradizione, che nella cacofonia della vita quotidiana tendiamo a dimenticare.

Personalmente, adoro tutto di questo periodo, dal freddo pungente, che è una ottima scusa per una buona cioccolata calda o per un vin brulè, ai profumi di spezie e cannella per preparare tantissimi biscotti da regalare o attaccare all’albero. Adoro decorare la casa, l’albero e il presepe, nonostante i miei due gatti siano dei perfetti guastatori.

Per me, ma credo per moltissime persone una delle immagini iconiche di questo periodo è appunto il calendario dell’Avvento.

Chi di noi non è ha mai avuto uno?

Di solito, quelli per i bimbi sono pieni di cioccolatini al latte, che non sempre sono senza glutine.

Se ne trovano diversi in commercio, ma è molto bello poter costruire un calendario dell’Avvento personalizzato e ovviamente free from.

Come?

Intanto, sul web si possono trovare moltissimi suggerimenti.

Ad esempio, per un calendario dell’Avvento semplice si potrebbero usare scatoline di diversa misura, dipinte di rosso con fiocchi argentati o dorati attaccati con una molletta ad una cordicella, con i numeri scritti con un pennarello o color argento o color oro, oppure impachettati in una carta di color verde albero, con nastrini tirolese e con i numeri scritti con un pennarello con brillantini rosso – tutto materiale che si può recuperare in una qualsiasi ferramenta ben fornita.

Ma più importante di come impacchettare le scatoline, è cosa mettiamo dentro le scatoline? Possiamo sbizzarire la nostra fantasia. Procuriamoci delle bustine trasparenti usate in pasticceria o del cellophane per confezioni da pasticceria. Con quello potremmo confezionare delle caramelle golose da inserire nei pacchettini, che potrebbero contenere ad esempio i Lebkuchen Schaer oppure gli Spekulatius alternati a torroncini rigorosamente senza glutine e senza derivati del latte, ma anche tanti altri dolcetti free from. Potete anche prendere spunto dai suggerimenti di Sandrina.

Un’altra tradizione, tipica dei paesi nordici e anglosassoni che io ho personalmente adottato, è quella delle candele dell’Avvento.

L’ho scoperta  durante un viaggio di lavoro a Copenaghen un novembre di molti anni fa; dal viaggio sono tornata con un carico di taglia biscotti, decori natalizi e candele per preparare la corona dell’Avvento e anche candele che erano un calendario dell’Avvento.

La corona dell’Avvento è solitamente preparata con rami di piante sempreverdi, spesso decorati con nastri; in questa forma a cerchio sono inserite quattro o cinque candele – la quinta è solitamente al centro. Le candele vanno accese una per volta ogni domenica d’Avvento e la quinta va accesa a Natale.

Altra cosa è la candela calendario, che può essere variamente decorata e scolpita, e che su un lato ha segnati i giorni dal primo al 24 dicembre; questa candela va accesa ogni giorno fino alla vigilia di Natale.

Quando si parla di Avvento, la mente corre subito ai mercatini di Natale, i Christkindlmarkte. Ormai sono diffusi un po’ dappertutto in Italia, ma i più famosi sono sempre quelli austriaci e tedeschi e quelli altoatesini. Tra questi ultimi, bellissimi sono quelli di Merano, lungo le rive del Passirio, e quello di Bolzano, ma come non citare quello di Bressanone o quello di San Candido?

In realtà, in ogni località altoatesina e anche trentina sono presenti mercatini di Natale, che spesso restano aperti anche la sera. Le decorazioni di natale, le luminarie, i profumi del vin brulè e della cioccolata calda, il  vociare delle persone e le gioiose grida dei bimbi sulla pista di pattinaggio: ecco l’atmosfera dei mercatini.

Tra i dolci tipici che vengono venduti nei mercatini altoatesini c’è lo zelten.

Zelten sembra derivi da selten, che significa raramente, forse ad indicare che questo dolce era tipico di un definito periodo dell’anno. E’ un dolce tipico della pasticceria trentina, ma anche bolzanina e ne esiste anche una variante tirolese. In realtà, le varianti sono moltissime, probabilmente tante quante sono le famiglie che lo preparano.

Nello zelten trentino la base è farina, burro, zucchero e uova, cui poi sono aggiunti noci, fichi, pinoli, mandorle, uvetta, cedro, un mix di spezie e rum; rispetto a quello trentino, lo zelten bolzanino ha come base la pasta di pane, spezie tipiche dei dolci natalizi quali pimento, anice stellato, cannella, chiodi di garofano, ed è ancor più ricco in frutta secca e frutta a guscio. Nello zelten tirolese  mancano le uova, ma c’è il miele e la farina di segale.

Insomma ce n’è per tutti i gusti.

Inoltre, alcune versioni sono già prive di lattosio e di proteine del latte. Ma non sono senza glutine.

Perchè allora non provare a preparare lo zelten utilizzando ad esempio il Mix It Rustico, che è senza lattosio e senza proteine del latte?

Buon Avvento.

 

 

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fabianacorami

Sono Fabiana, moglie, mamma, ricercatrice e blogger, affetta da tiroidite di Hashimoto autoimmune, da gluten sensitivity e da sensibilità alle proteine del latte. Grazie alle mie problematiche, mi sono interessata e ho approfondito diverse tematiche legate alle malattie autoimmuni alimentari, alle allergie alimentari e co. Sempre col sorriso, sempre sperimentando in cucina, perchè "senza" è "con tanto gusto"