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simonetta, 17. agosto 2015 Avventurati

Al ristorante senza glutine: come leggere un menù

Come forse già sapete dai precedenti post, mi capita spesso di viaggiare  e conseguentemente di mangiare fuori casa.

Sono l’unica celiaca della famiglia, quindi possiamo permetterci una certa libertà che magari con bambini e ragazzi sempre affamati diventa più problematica da gestire, in casa nostra, invece, le possibili situazioni su come e dove poter mangiare tranquillamente sono diverse e fantasiose.

In alcuni rari casi siamo molto, ma molto ben organizzati e riusciamo a conciliare l’itinerario con un´ attenta ricerca e scelta di un ristorante senza glutine o un qualsiasi punto gastronomico certificato gluten free. A parte sorprese dell’ultimo minuto, tutto funziona a meraviglia:  ristorante selezionato, menù consigliato e generalmente buono.

Quando riesco a essere previdente mi porto dietro dei generi di prima necessità come dei panini, dei cracker e l’immancabile dolcino sotto forma di wafer senza glutine, che adoro e che trovo molto più buono dei fratelli glutinosi. In questo caso, se proprio dovesse andar male, qualcosa di mangiare lo ho e al limite mi faccio un bel panino.

La cosa che succede più spesso, però,  è che andiamo alla ventura e,  non solo non abbiamo una meta abbinata ad un punto gastronomico gluten free certificato e selezionato, ma non riesco neppure a essere previdente e portarmi le scorte alimentari gluten free,  quindi il viaggio si fa veramente interessante, diciamo un’esplorazione sugli usi e consumi gluten free quasi in stile national geographic.

In questi casi ho messo a punto una strategia che vi suggerisco.

Prima di tutto  iniziate a scegliere il posto dove mangiare quando non siete troppo affamati,  soprattutto  i compagni di viaggio non devono essere troppo affamati, altrimenti finirete nel primo buco disponibile da cui rischiate di uscire di corsa per correre ad un supermercato a comprare almeno una frutta.

Senza troppa fame e ragionando tranquillamente, scegliete il luogo dove mangiare: va bene andare all’avventura, ma bisogna usare un po’ di criterio: sicuramente nello scegliere tra una pizzeria e un ristorante di carne, vince il secondo (ovviamente non se siete vegerariani, ma io non lo sono….). La prima mossa è quella di leggere i menù, che ormai quasi tutti gli esercizi gastronomici tengono a disposizione all’esterno,  e verificare quali piatti sono potenzialmente senza glutine e incidentalmente sapere anche in che consiste “la dolorosa”,  ovvero il conto, come dicono in Spagna.

Una volta deciso il posto, dopo esservi accomodati al tavolo, avvisate subito il cameriere che siete celiaci o sensibili al glutine, e questo è il momento fatale: ho avuto grate sorprese, ma anche momenti in cui abbiamo dovuto prendere armi e bagagli e uscire mestamente dal locale perché il ristoratore dichiarava che era tutto contaminato. Vi ricordate quello che vi avevo detto? Non fate scelte quando la famiglia è troppo affamata, se sono  morsi dai crampi della fame, anche nel caso in cui il ristorante non sia gluten free friendly non vorrano uscire perché vogliono mangiare adesso e subito, e voi dovrete correre al supermercato e mangiarvi la mela. Vi assicuro che è successo.

Nel caso in cui il ristoratore ha tanta buona volontà,  ma voi non vi fidate del tutto e temete i rischi di contaminazione da glutine studiate bene il menù, che è un gran amico e racconta tanto di un ristorante.  Leggendo il menù cercate di capire che tipo di ingredienti e come potebbero essere cucinate certe pietanze.

Tra gli antipasti in genere si trova sempre qualcosa gluten free, ma evitate tutto quello che possa avere salse, che potrebbero essere addensate con farina: cercate piatti semplici e poco elaborati.

I primi saltateli a piè pari, troppi rischi di contaminazione, anche per il riso.

Per i secondi: ovviamente schivate i fritti di qualsiasi genere, privilegiate le cotture semplici: forno, griglia e vapore. Anche per queste portate non scegliete nulla che abbia salse. Fate attenzione al pesce: anche se viene cotto alla griglia in molti casi viene infarinato se non addirittura impanato, quindi chiedete come viene cotto, questo vale soprattutto per pesci bianchi con carni tenere come sogliole, platessa, branzino, in questo caso meglio una cottura al forno o al vapore, l’acqua pazza è perfetta (se siete in Italia).

Le insalate sono un gran invenzione dell’umanità: fanno bene, sono buone e difficilmente possono essere contaminate.

Se volete un dessert non resta che fare una scorpacciata di vitamine e fibre con una macedonia. Sebbene flan, bavaresi e budini non dovrebbero contenere glutine è meglio evitare rischi di contaminazione che possono avvenire in cucina o che si nascondono nelle materie prime, ad esempio il cioccolato.

La regola d’oro è comunque avvisare il cameriere e lo chef che siete celiaci, se non sapete la lingua in questo link trovate una “richiesta al cuoco” in tutte le lingue europee.

In questo modo ho fatto delle scoperte magnifiche: come un ristorante indiano ad Amsterdam in cui ho potuto mangiare di tutto e di più perché il padrone mi aveva spiegato che  avevano eliminato totalmente la farina di grano e tutti i piatti che sembravano farinacei in realta erano a base di farina di riso e lenticchie senza glutine, o in Francia, in una piccola trattoria nella piazza di Issy Le Molineaux, a sud di Parigi,  dove tutti i dolci erano squisitamente gluten free e l’oste ne andava giustamente orgoglioso.

Secondo me l’essere celiaci quindi non fa altro che enfatizzare lo spirito del viaggio che è cercare, scoprire e stupirsi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sono Simonetta Nepi e quando ho scoperto di essere celiaca ho anche capito quanto mi piaceva impastare, infornare e cucinare. Quello che doveva essere un limite mi ha invece regalato una gran voglia di sperimentare, scoprire gusti e nuovi sapori. Con il mio blog www.glu-fri.com propongo ricette semplicissime e adatte a tutti, con una grande passione per la pasticceria casalinga.