Vita da celiaca: episodi tragicomici.

Oggi ho deciso di raccontarvi alcuni dei momenti tristi della mia vita da celiaca.

Sono pochi per fortuna, si contano sulle dita di una mano, ma sono quelli che ricorderó sempre con un po’ di amarezza e che nonostante mi abbiano ferita sono stati anche la spinta che mi ha portata ad accogliere la celiachia come qualcosa di normale e gestibile in assoluta tranquillità.

Ve lo racconto per questo, per condividere con voi momenti neri che mi sono capitati ma che potrebbero capitare o esser già capitati anche a voi.

Ve li racconto per riderne insieme e per convincerci sempre di più del fatto che il problema non è nostro ma di chi non conosce e non si sforza di conoscere.

In parole povere: gli ignoranti.

Immaginate una bambina piccola, non particolarmente carina, con i capelli arancioni e un sacco di lentiggini.

 

 

Quella bambina a mensa é costretta ad aspettare che la nonna le porti il pranzo da casa in una scatolina sigillata e che la maestra glielo serva al tavolo urlando a gran voce agli altri bambini di non toccarlo perchè altrimenti avrebbero avvelenato Valentina.

Valentina, la pel di carota, diventava più rossa di un peperone e la fame che la divorava fino a poco prima spariva in un batter di ciglia.

Davanti a lei una cotoletta e delle patatine preparate con dedizione dalla nonna, ma la vergogna di quel pasto diverso non le faceva nemmeno alzare la forchetta.

Vedendo davanti a lei un bambino che aveva tutta l’aria di voler assaggiare quel sontuoso pasto decise di porgergli il piatto con un timido “Lo vuoi? Non ho fame”.

Risposta: “quella roba da malata mangiatela te”.

Ecco.

Malata.

Ad una bambina dell’asilo già evidentemente diversa dagli altri per colori e forme, la parola malata risuonó fortissimo dentro le quattro mura della mensa.

Pianse.

Mio dio quanto piansi.

Per la prima volta qualcuno mi aveva detto in faccia che avevo un problema e io mi sentii cosí ferita che da quel giorno andai a casa ad ogni pranzo.

Saltando in avanti di qualche anno, mi rivedo nel pieno dell’adolescenza, a prepararmi per la festa di fine scuola.

 

 

In casa con un’amica a provare vestiti cercando quello che ci avrebbe reso giustizia.

Lei esce per andare a salutare suo papà che lavora in una farmacia e al ritorno mi guarda sorridendo e mi regala dei biscotti appena arrivati in commercio, glieli aveva dati suo papà per farmeli assaggiare e poi dirgli cosa ne pensassi.

Vi giuro: i biscotti più buoni che io abbia mai mangiato.

Poi, la telefonata: “Giada, dì alla tua amica di non mangiare quei biscotti, mi sono sbagliato! Sono per diabetici!”

A seguire: panico, rabbia, rassegnazione e poi vomito vomito vomito.

Risultato: l’unica festa a cui mi era concesso andare era saltata grazie alla mia adorabile malattia.

L’ultimo episodio riguarda un periodo di tempo non troppo lontano, si parla di circa due anni fa quando non mangiavo carne e dunque riducevo drasticamente le mie opportunità di cibarmi fuori casa.

In ogni caso mi sono sempre accontentata di quello che i ristoratori potevano offrirmi, anche fossero state soltanto due foglie d’insalata.

Esco per cena con degli amici, avvertono in fase di prenotazione della presenza di una celiaca e gli viene risposto che non ci sono problemi.

 

 

Mi siedo e al momento dell’ordine chiedo cosa potevo mangiare che fosse senza glutine e senza carne.

La risposta?

“Signorina, forse era meglio cenare a casa sua”.

Sipario.

Risate.

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valentinaglutenfree

Ho ventinove anni e sono celiaca da 28! La celiachia ha condizionato la mia vita fin dai primi momenti rendendomi "diversa" agli occhi degli altri. A 18 anni ho deciso che era il momento di smetterla di farmi condizionare la vita e ho completamente ribaltato la mia situazione. Ho la malattia, ho frequentato corsi di cucina gluten free e mi sono specializzata in pasticceria. Il mio sogno era quello di aprire un forno completamente gluten free, in cui offrire a chi ha il mio stesso problema cibi di ogni genere. Ho creato "Valentina Gluten Free", un piccolo negozio in cui produco giornalmente pane, focaccia, pizza pasta fresca e dolci di ogni genere.