Vacanze free from hints and tips utili

Agosto, piena estate, c’è chi è già in vacanza, c’è chi ancora le sogna, c’è chi le programma per filo e per segno.

Come vivere delle meravigliose vacanze free from?

Anche chi è celiaco, gluten sensitive, allergico al frumento o soffre di altra allergia alimentare, soprattutto chi vive con più intolleranze e allergie alimentari assieme può vivere le vacanze come momento di grande libertà, con qualche piccolo trucco.

Pianificazione è la parola magica

Lo so, vivere all’avventura è sinonimo di vacanze in libertà, sopratutto per i giovani.

Ma come fa un ragazzo o una ragazza con intolleranze alimentari e allergie alimentari a vivere all’avventura, senza rischiare la salute? Dilemma che si pongono soprattutto i genitori dei giovani free from.
La pianificazione diventa importantissima e può essere anche molto divertente, soprattutto se coinvolge i compagni di avventura.

Per mia esperienza, l’esperto di pianificazione in famiglia è il mio gentil ingegner consorte, che ovunque io vada, per lavoro o per diletto, mi prepara sempre una lista di eventuali ristoranti, pizzerie e negozi che offrono prodotti senza glutine e senza latte e derivati. Per le nostre prossime vacanze in montagna, ha addirittura trovato un panificio free from e ha già scambiato diverse mail con loro spiegando le mie necessità.

All’inizio della mia vita free from, ho cominciato la pianificazione da sola, ma vi assicuro che da quando mio marito e poi anche mio figlio partecipano alle ricerche è molto più divertente. Così anche questo momento è diventato un momento di inclusione, di stare insieme.

Nella pianificazione, usiamo anche tanto GlutenFreeRoads, soprattutto per trovare negozi e ristoranti. Lo usiamo sia per le località italiane, ma soprattutto per quelle straniere.

E’ sempre bene avere un carnet di indirizzi cui attingere per far sì che la vacanza sia tale per tutti quelli che sono con noi.

Conoscenza delle intolleranze e delle allergie alimentari

Nei miei viaggi in Italia e all’estero, per mia fortuna, sono sempre riuscita a far capire ai miei interlocutori, che fossero ristoratori o albergatori, le mie necessità, cioè le mie intolleranze alimentari. Ricordo di un viaggio per lavoro a Toronto, una sera a cena ero a mangiare in un ristorante “informato dei fatti”, informato cioè sulle allergie e le intolleranze alimentari a 360°, ma non avevo prenotato, quindi solo quando ho ricevuto il menù, ho chiesto alla cameriera se poteva indicarmi quali opzioni fossero senza glutine e senza latte. Per tutta risposta, mi ha detto di attendere un momento, ha ripreso il menù ed è tornata con una dei maître, la quale mi ha subito detto che mi avrebbe seguito in tutto e per tutto. Io credo ci sia mancato poco che assaggiasse tutto anche per me, ma credetemi è stata esauriente, estremamente professionale e rassicurante. Per una persona che soffre di intolleranze e allergie alimentari, potersi fidare della conoscenza del professionista è basilare.

Il rovescio della medaglia mi è capitato e lo dico con rammarico in Italia, dove in un locale che ha tra le opzioni il senza glutine ed il vegan, dovendo evitare il latte, mi ero orientata per il vegan e ho ordinato un piatto, dopo aver chiesto tutti i lumi del caso alla cameriera. Dopo qualche minuto, un’altra persona è venuta a scusarsi, ma quello che avevo ordinato aveva il glutine  e non avevano previsto l’opzione senza glutine e vegan assieme – credo fosse un  piatto di pasta. Insomma, alla fine della fiera le reali opzioni senza glutine erano poche, quelle senza glutine e senza derivati del latte quasi inesistenti.

Quindi, nonostante non ci fosse la barriera linguistica, qualcosa si è perso nel reciproco scambio di informazioni.

Alzi la mano colui al quale non è successo di sentirsi dire “è senza glutine, contiene farro…” oppure, “sì, è senza latte, c’è solo una noce di burro…”.

Succede, ma sempre meno spesso e diventerà, per nostra fortuna, cosa rara.

Io spezzo sempre una lancia in favore dei ristoratori e degli albergatori, perchè, a parte qualche esperienza negativa, che posso contare sulle dita di una mano, le esperienze positive sono state e sono sempre di più.

Un discorso a parte meritano i bar oppure le pizzerie a taglio, dove è ancora difficile, molto difficile poter mangiare una brioche, un panino in velocità o un trancio di pizzache sia davvero free from.

Però sono convintissima che anche questo ostacolo sarà superato, col tempo e con la sempre maggiore conoscenza delle problematiche alimentari.

Pianificazione 2.0 la conoscenza del territorio

Essa va di pari passo con la pianificazione.

Per mia esperienza, anche in una malga a 1800 metri nel mezzo della Val Passiria, sono riuscita a mangiare, certo un piatto semplicissimo uova con speck, ma la gentilissima malgara mi ha detto che avrebbe cotto le uova in un padellino con olio d’oliva, evitando quindi cross contaminazioni con burro e altro.

Non avevano pane senza glutine o gallette, ma io sono abituata a portare sempre con me un kit “salvavita”, composto da gallette, crackers, frutta secca e semini vari, da sgranocchiare in caso di bisogno.

Certo, anche a me sarebbe piaciuto gustare i knoedel, però vediamo il lato positivo: ho avuto un pasto caldo, insieme alla mia famiglia e ai miei amici.

Perchè è importante la conoscenza del territorio? Perchè avevo chiesto informazioni alla titolare del gasthof, dove facevo colazione free from, e mi aveva dato degli hints and tips utili per le escursioni.

So che sto per raccontarvi la scoperta dell’acqua calda, ma è così: saper chiedere le informazioni, saper cercare le informazioni sul web renderà la vostra vacanza speciale e non una vacanza da dimenticare.

Ma la pianificazione non riguarda solo hotel, ristoranti, punti di ristoro, bar, o autogrill, anche le linee aree.

La mia peggiore avventura è stata nel viaggio di andata verso Toronto, qualche anno fa; avevo chiesto specificatamente un pasto senza glutine e senza latte, l’ho ricordato al check in, ma salita in aereo nisba, niente, zero assoluto. E per fortuna che avevo con me dei crackers di riso. All’epoca, la risposta della compagnia fu che poichè quel volo era sì loro, ma effettuato da una compagnia partner non erano direttamente responsabili. Come risposta la potevo anche accettare, se almeno avessi visto il minimo sindacale di prodigazione da parte degli stewards e delle hostess, che invece mi ignorarono per tutto il viaggio, anche quando chiesi se potevano almeno portarmi del succo d’arancia. Persino i passeggeri vicini erano scandalizzati. Viceversa, di tutt’altra pasta fu il viaggio di ritorno da Toronto con la Lufthansa, in cui persino mi han servito diverse fruit salads come snacks, non solo i pasti free from. Dalle stalle alle stelle.

Informatevi bene sulle compagnie aeree e chiedete, chiedete, chiedete e sporgete reclamo, quando le cose non vanno bene, anche se la soddisfazione che ne ricaverete sarà minima sulla breve distanza, sulla lunga avrete fatto la differenza, ad esempio avrete messo in guardia chi si troverà come voi a volare per Toronto e la vostra esperienza farà la differenza nello scegliere la compagnia aerea. Per inciso, la compagnia con cui volai all’andata era quella di bandiera canadese.

Riassumendo:

  • Nel conoscere il territorio e pianificare il web ci aiuta molto, ma bisogna anche trovare informazioni e servizi affidabili. Quindi, se ancora non conoscete Gluten Free Roads, provatelo. Mi è stato d’aiuto ovunque, anche nel dirmi che un esercizio che altri davano come aperto, in realtà non esisteva più.
  • Fatevi aiutare dai vostri amici e dai vostri cari per la pianificazione della vacanza, senza perdere il sapore dell’avventura.
  • Informarsi è il primo passo per saper informare, ovvero conoscete bene le vostre necessità free from, le vostre problematiche, e fatele conoscere agli altri.
  • Ricordate il kit salvavita
  • Ricordate che vivere free from è una opportunità e non una limitazione
  • Divertitevi.

Bon voyage!

 

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fabianacorami

Sono Fabiana, moglie, mamma, ricercatrice e blogger, affetta da tiroidite di Hashimoto autoimmune, da gluten sensitivity e da sensibilità alle proteine del latte. Grazie alle mie problematiche, mi sono interessata e ho approfondito diverse tematiche legate alle malattie autoimmuni alimentari, alle allergie alimentari e co. Sempre col sorriso, sempre sperimentando in cucina, perchè "senza" è "con tanto gusto"