storia d'amore
Elena

Elena, 13. Febbraio 2017 Approfondimenti

Una storia d’amore glutenfree? Io ne vivo una!

Oggi vi parlo di una storia d’amore glutenfree.

Esistono? I celiaci diagnosticati sono 1-2 su cento soggetto sani della popolazione. E’ possibile trovare la propria anima gemella tra tante e scoprire che anche lei/lui segue un’alimentazione senza glutine?

Difficile ma possibile.

Nel mio articolo però voglio parlarvi di una storia d’amore molto più probabile. Una relazione che si instaura spesso in una famiglia, quella di un genitore celiaco e del suo amatissimo figlio celiaco. Nel mio caso la celiaca sono io, la mamma. Il figlio è la mia primogenita, diagnosticata all’età di quattro anni.

Scoprire da celiaci, di avere un figlio celiaco un po’ ti spezza il cuore.
É inutile negarlo, quando mia figlia ha ricevuto l’esito della gastroscopia, io mi sono sentita in colpa.
In colpa di averle trasmesso il gene Hla Dq2, responsabile della mia predisposizione genetica alla celiachia.

Eppure se ci riflettete un attimo è assurdo sentirsi in colpa per questo. Vi sentireste in colpa di averle trasmesso i geni responsabili dei suoi occhioni azzurri, oppure dei suoi capelli castani? Non è responsabilità vostra neppure quella. Però quando gli trasmetti la celiachia, non puoi far altro che pensare: “Piccolo amore, come farai a rispettare per tutta la vita un regime alimentare privo di glutine?” Quello smarrimento dura per un po’… diversi mesi in verità, quando cominciano le festicciole di compleanno dei compagni d’asilo, quando vieni invitata con la famiglia ad un battesimo o un matrimonio, quando la bimba deve andare in gita oppure pranzare dai nonni.

Ognuno di noi è diverso e diversamente sensibile agli eventi. Io sono in generale sempre un po’ apprensiva, con discreta ansia di controllo in tutte le situazioni.

A me, la celiachia ha fatto bene. Cosa sto dicendo? Mi ha fatto bene perché mangiavo solo pane, pasta e pizza, era cicciottella e spesso sofferente di crampi alla pancia. Dalla diagnosi ho imparato che si vive anche senza pane, pasta e pizza, che esistono anche tanti altri sapori da gustare e piatti da assaporare.

A me, la celiachia di mia figlia ha fatto bene. Mi ha fatto bene perché anche con lei avevo poca voglia di sperimentare in cucina e la piccola mangiava pochissime varianti di pietanze. Dalla sua diagnosi è nato il progetto www. paneamoreceliachia.it con Eleonora, e una nuova opportunità di crescita come mamma e come donna per me.

Vi sembra che stia minimizzando il problema? Le difficoltà, gli inviti declinati, le occasioni in cui ” per voi c’è una fettina” e per gli altri banchetti luculliani con ogni ben di dio?mc and schaer 04

Io credo di no. La mia bimba (che ora ha nove anni), ben istruita e con grande maturità ha sempre fatto la cosa giusta, ha sempre chiesto se ciò che le servivano era idoneo, ha sempre fatto scorpacciate di biscotti al cioccolato e davvero pochissime volte si é sentita “privata” di qualcosa. Quando è successo se c’è rimasta male, l’ha scordato in fretta.
Grazie alla nostra “relazione senza glutine” abbiamo inaugurato i pranzi a due con la pizza senza glutine oppure le soste dopo il cinema con un bel hamburger Schär da Mc Donalds!!!

Il Marito e i miei secondogeniti (gemelli) sono un po’ gelosi della nostra storia ☺… ma giuro che nel mio cuore e nella mia cucina c’è posto anche per loro… anche se sono glutinosi!!!

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Elena

Mamma, moglie, architetto, di Bari. Celiaca diagnosticata nel 2003, amo le ricette semplici e appetitose. Sono sempre alla ricerca di spunti golosi per rimpinzare la mia primogenita settenne, celiaca anche lei... Marito e secondogeniti (2 vivaci gemellini) dimostrano di apprezzare molto! Nel 2012, dopo un fitto scambio di idee con la mia amica Eleonora , abbiamo aperto il blog Paneamoreceliachia. Informazioni, consigli, ricette facili e ben presentate sono state il nostro filo conduttore da sempre. Perchè togliere il glutine dalla propria alimentazione non vuol dire rinuciare a nulla, tantomeno al sapore!