ostia senza glutine
Elena

Elena, 31. luglio 2017 Approfondimenti

Ostia senza glutine non valida? La polemica e il mio punto di vista da celiaca

Qualche settimana fa, si è riaperta, con grande clamore una questione particolarmente spinosa per i celiaci:  la comunione con ostia senza glutine.

Sono stati scritti molti articoli che citavano la lettera circolare ai Vescovi sul pane e il vino per l’Eucarestia che indicavano l’ostia glutenfree come non idonea.

Partiamo dal dogma che sta alla base della questione: la religione Cattolica prevede sia il pane azzimo fatto esclusivamente con frumento ad essere utilizzato per rendere valida la Transustanziazione, cioè la trasformazione del pane in corpo di Cristo.

La lettera ai Vescovi ribadisce che non è ammissibile l’utilizzo di materie prime naturalmente prive di glutine per produrre ostie. Per ovviare a tale problematica, in passato, grazie all’intervento dell’Associazione Italiana Celiachia si è adottato l’uso di ostie “PARTICOLE PER CELIACI”, ostie prodotte con amido di frumento Cerestar che risultano idonee al consumo poiché le tracce di glutine contenute sono inferiori a 20ppm come da normativa vigente in Unione Europea.

La questione portata alla ribalta dalla lettera ai vescovi non riporta in realtà nuove indicazioni, ma ricorda quelle che erano le norme già definite sull’argomento.

Lo scorso anno, quando mia figlia aveva iniziato il catechismo, avevo cercato di documentarmi sull’argomento.

A maggio poi mia figlia ha ricevuto la sua Prima Comunione. Per lei tutto è filato liscio, il sacerdote ha disposto che fosse la prima a ricevere il sacramento poi in fila ci sarebbero stati i suoi compagni.

La nota stonata è arrivata dalla catechista, che durante le prove mi ha comunicato di aver dato disposizione che io e un’altra mamma celiaca, andassimo a fare la comunione subito dopo mia figlia. Avremmo così interrotto i bimbi che si accostavano per la prima volta al rito, mettendo in evidenza a tutta l’assemblea che c’era qualcosa di diverso nella nostra comunione rispetto agli altri.

prima comunioneCome potevamo risolvere?

E’ bastato mantenere la calma,  parlarne con il parroco perché tutto si aggiustasse e svolgesse nel migliore dei modi.

La mia piccola celiaca ha ricevuto il sacramento con i suoi amici, e poiché nulla ha turbato il suo piccolo animo da pre-adolescente, la domenica successiva è voluta assolutamente andare alla messa per comunicarsi.

Ora, io penso che la logica oltre che l’abitudine, richiederebbero la dicitura SENZA GLUTINE anche per le ostie.

Ma capisco che questa dicitura ne inficerebbe l’essenza, perché come spiegavo prima perché possa esserci la Transustanziazione, il glutine deve esserci, seppure in minima quantità e quindi tollerato da chi soffre di celiachia.

Pertanto dopo molte riflessioni sull’argomento ritengo che la dicitura presente in etichetta “particole per la comunione dei celiaci” salvaguardi sia il consumo da parte del celiaco che l’essenza stessa dell’ostia.

Per tutto il resto direi che la chiesa è fatta di uomini (sacerdoti, catechisti, educatori, animatori ecc.) e fedeli. Il punto d’incontro è, e rimane sempre, il dialogo.

Sicuramente, parlare dei nostri dubbi, di come ridurre al minino il rischio di contaminazione nell’offrire e nel conservare le particole glutenfree e su come ridurre il senso di imbarazzo e difficoltà dei celiaci che si accostano all’altare per la comunione, può essere uno spunto di incontro e di riflessione da entrambe le parti.

 

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Elena

Mamma, moglie, architetto, di Bari. Celiaca diagnosticata nel 2003, amo le ricette semplici e appetitose. Sono sempre alla ricerca di spunti golosi per rimpinzare la mia primogenita settenne, celiaca anche lei... Marito e secondogeniti (2 vivaci gemellini) dimostrano di apprezzare molto! Nel 2012, dopo un fitto scambio di idee con la mia amica Eleonora , abbiamo aperto il blog Paneamoreceliachia. Informazioni, consigli, ricette facili e ben presentate sono state il nostro filo conduttore da sempre. Perchè togliere il glutine dalla propria alimentazione non vuol dire rinuciare a nulla, tantomeno al sapore!