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simonetta, 09. novembre 2015 Approfondimenti

Mangiare senza glutine: è una moda?

Esiste una moda del senza glutine?

In tanti sarebbero pronti a giurare di sì, e probabilmente hanno anche ragione, l’interesse verso gli alimenti senza glutine è in crescita.

A molti sembra un atteggiamento superficiale e irritante, una rinuncia irrazionale. Da parte mia, egoisticamente, vedo solo il lato positivo: quanto più persone mangiano senza glutine, tanto maggiore sarà la domanda di alimenti di qualità senza questa fastidiosa proteina per noi celiaci.

Il glutine è un elemento magico: rende soffice e elastiche le preparazione ed è quello che ha permesso alla farina di frumento di essere la regina delle farine, la preferita di grandi cuochi e pasticceri e ambita da sempre da tutti.

Questa magia ha i suoi effetti collaterali, uno dei quali è che ci sia attualmente un’offerta costante e generosa di farinacei  che ha alimentato un consumo forse eccessivo. Basti pensare alla dieta quotidiana: sveglia con biscotti o cornetto, si prosegue a pranzo con un panino, a cena segue una pasta, come merenda magari si spezza con un pezzo di torta o una focaccia.

Questo schema si ripete, con qualche variazione, quasi tutti i giorni.

In effetti forse c’è una saturazione di prodotti contenenti glutine e probabilmente sospenderne o limitarne per un po’ il consumo può essere utile anche per chi non è celiaco o sensibili al glutine.

A livello di studi clinici non ci sono dimostrazioni chiare e precise che togliere il glutine dalla dieta per persone che non hanno un’intolleranza o una sensibilità porti benefici reali alla salute,  ma sicuramente la riduzione dei prodotti elaborati con farina di frumento raffinata permette di variare la dieta e magari inserire più fibre, frutta e verdurea e riduce eventuali problemi legato ai picchi di insulina.

Storicamente la farina bianca, raffinata, era riservata solo alle classi alti, era cara e rara, la maggioranze della popolazione mangiava pani in cui il grano di frumento integrale veniva spesso miscelato con altre farine di mais, o farina segale e avena: quindi questo eccesso di offerta di farinacei raffinati è  relativamente recente, si parla del secondo dopo guerra, ed è dovuta anche al maggior rendimento delle coltivazioni del frumento che a partire dagli anni ’50 ha subito mutazioni genetiche e selezioni.

Questo benessere diffuso ha portato anche alla diffusione di quello che era un prodotto quasi esclusivo di un elite, la farina bianca raffinata.

Quindi mangiare senza glutine è una moda o no?

Io mi auguro che più che una “moda”, vocabolo che esprime qualcosa di effimero e volubile, sia una necessità percepita da un pubblico sempre più vasto di mangiare meglio, più consapevolmente e con maggiore attenzione non solo al gusto, ma anche agli effetti sulla salute di quello che mangiamo.

Credo che ormai sia chiaro a tutti che una dieta senza glutine in sè non faccia dimagrire e se per caso si sospetta di essere celiaci è importante non eliminare il glutine dalla dieta prima di fare gli accertamenti clinici necessari per poter avere una diagnosi corretta che evidenzi presenza di anticopri antigliandina e villi danneggiati.

E’ anche vero che chi non  ha e una diagnosi di celiachia o di sensiblità al glutine, ogni tanto può anche fare rifornimento di soffici prodotti da forno elaborati con farina di grano raffinata e reintegrare sostanze proteiche contenute in questo cereale.

Ovviamente questo è assolutamente probito per i celiaci e i sensibili: per noi il glutine è un veleno, sarà anche magico,  ma è un veleno che porta scompensi di ogni tipo e quindi si deve eliminare completamente evitando la più piccola contaminazione.

Questo che è quello che chiediamo a sia a chi segue un’alimentazione gluten free per i motivi più vari sia a chi non la segie: attenzione alla contaminazione da glutine, alla scelta degli ingredienti e alla loro manipolazione, in questo, moda o non moda è necessario essere rigidi con tutti, con chi prepara in casa i piatti e con i cuochi nei ristoranti.

Qui è in gioco non solo il benessere, ma la salute.

Nel prossimo post faremo un ripasso per capire come non contaminare gli alimenti con il glutine..seguitemi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sono Simonetta Nepi e quando ho scoperto di essere celiaca ho anche capito quanto mi piaceva impastare, infornare e cucinare. Quello che doveva essere un limite mi ha invece regalato una gran voglia di sperimentare, scoprire gusti e nuovi sapori. Con il mio blog www.glu-fri.com propongo ricette semplicissime e adatte a tutti, con una grande passione per la pasticceria casalinga.