Il cibo è sopravvivenza e desiderio.

In questo blog e nella vita in generale il filo conduttore della mia vita é sempre il cibo senza glutine.
Questo chiodo fisso potrebbe derivare dal fatto che fin da piccola mi sono dovuta privare di tante cose: dovevo riempirmi gli occhi e non la pancia, dovevo immaginare i sapori e non goderli, dovevo osservare gli altri mangiare cose che per me rimanevano un’incognita di gusto.

Per chi è celiaco il rapporto con il cibo diventa automaticamente una relazione travagliata fatta di rinunce, ansie, voglie e spesso anche rabbia.

Oggi questo succede molto meno spesso perchè le possibilità di trovare cose adatte a noi sono aumentate: i supermercati hanno scaffali dedicati, i ristoranti si sono adeguati e sono nate pasticcerie e forni con produzioni dedicate a chi ha problemi alimentari.
Oggi si puó mangiare, ci si deve comunque accontentare ma non si puó negare che la situazione sia decisamente migliorata.
Ma avete mai riflettuto sul vero legame che c’è tra l’essere umano ed il cibo?
Mettendo un attimo da parte la nostra condizione di celiaci, riflettiamo su che cosa è ed è sempre stato il cibo per la nostra specie.

Il cibo è sopravvivenza e desiderio.

Si mangia per sopavvivere, si mangia perché senza mangiare si muore.
Mangiare è un dovere.
Ad un certo punto peró, nella straordinaria storia dell’umanità, si è scoperto che cibarsi puó anche diventare divertente, si possono soddisfare voglie e passioni mettendo in pratica un po’ di fisica e un po’ di creatività.
Cibarsi è diventato qualcosa di soddisfacente non solo per uno stomaco vuoto ma anche per degli occhi che hanno bisogno di riempirsi di bellezza e per un naso che vuole viaggiare nel mondo senza necessariamente doversi spostare.

Il cibo diventa magia se messo nelle mani giuste, se rispettato e conosciuto.

Ci avete mai pensato a tutto questo?
Non si tratta di arte.
No.
Si tratta d’amore a parer mio.

Cucinare per se stessi o per gli altri è un grande gesto d’amore e di rispetto.

Ci si nutre per sopravvivere e si cucina per amore.

Sapere cosa diceva il pasticcere Raymond Carver?
“fino a quando ci sarà il calore di un dolce appena uscito dal forno ci sara vita”.

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valentinaglutenfree

Ho ventinove anni e sono celiaca da 28! La celiachia ha condizionato la mia vita fin dai primi momenti rendendomi "diversa" agli occhi degli altri. A 18 anni ho deciso che era il momento di smetterla di farmi condizionare la vita e ho completamente ribaltato la mia situazione. Ho la malattia, ho frequentato corsi di cucina gluten free e mi sono specializzata in pasticceria. Il mio sogno era quello di aprire un forno completamente gluten free, in cui offrire a chi ha il mio stesso problema cibi di ogni genere. Ho creato "Valentina Gluten Free", un piccolo negozio in cui produco giornalmente pane, focaccia, pizza pasta fresca e dolci di ogni genere.