Gluten sensitivity lo stato dell’arte

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Gluten sensitivity: i progressi della scienza

Grazie alla ricerca, i tasselli che compongono il mosaico della gluten sensitivity, che il professor Stefano Guandalini ha anche definito wheat sensitivity, sensibilità al frumento, nonché malattia ombrello, sotto il quale si possono nascondere diverse sindromi che potrebbero essere sinergiche tra loro, si stanno disvelando.

E’ un lavoro dalla velocità doppia: velocità lenta, un ossimoro, perché gli studi richiedono tempo, per la progettazione, per lo studio in sé e per la valutazione e validazione dei risultari, e una velocità più “fast” perché le pubblicazioni scientifiche sono numerosissime e leggerle tutte è una vera impresa impossibile.

Da quando tutto ha avuto inizio ad oggi cosa abbiamo potuto capire?

Intanto, la sintomatologia della gluten sensitivity si sovrappone grandemente con quella della celiachia e dell’allergia al frumento – ecco il perché il professor Guandalini parla di wheat sensitivity.

Ad oggi l’unica diagnosi riconosciuta per la gluten sensitivity è la diagnosi per esclusione e segue un preciso percorso, che è stato codificato dai Criteri di Salerno (i risultati del simposio organizzato da Dr Schaer Institute nel 2014 sono poi stati pubblicati in Nutrients nel 2015).

Si è dibattuto sul fatto che la gluten sensitivity non fosse una malattia legata al sistema immunitario, ma nel 2016 una ricerca pubblicata su Gut, condotta da una equipe di ricercatori della Columbia University assieme all’equipe del prof. Volta ha dimostrato che non soltanto il sistema immunitario innato è coinvolto pesantemente, ma anche che la barriera intestinale risulta compromessa (leaky gut) e soprattutto che nel momento in cui i pazienti adottano una dieta senza glutine rigorosa si osservano cambiamenti significativi, con un generale miglioramento dei sintomi.

Si è dibattuto sul fatto che la gluten sensitivity non fosse legata in alcun modo alla gliadina. Ma nel 2015 è stato pubblicato lo studio dei proff. Hollon e Fasano, e loro collaboratori, pubblicato su Nutrients. Questo studio ha fatto cadere anche questo luogo comune. Nello studio è stato fatto un confronto tra pazienti celiaci diagnosticati e pazienti con gluten sensitivity diagnosticata (per esclusione, secondo preciso percorso diagnosticato); entrambi i gruppi sono stati sottoposti a gluten challenge, cioè all’introduzione di glutine nell’alimentazione secondo un protocollo preciso, con relativo gruppo di controllo. Cosa hanno evidenziato i risultati? In entrambi i gruppi sottoposti a gluten challenge sono state osservate alterazioni alla barriera intestinale (leaky gut). Ovviamente tutto questo non è stato osservato nei gruppi di controllo. Quindi, la gliadina ha un ruolo importante non solo nella celiaca, ma anche nella gluten sensitivity.

Si è dibattuto sul fatto che la gluten sensitivity non fosse legata alla genetica. Pu essendoci diversi studi che attestavano la presenza di uno dei due alleli HLA DQ2 e HLA DQ8 in alcuni pazienti affetti da gluten sensitivity, una risposta chiara ed inequivocabile è arrivata da uno studio pubblicato nel 2017 su FASEB, condotto dalla prof. Diane Caporale e dai suoi collaboratori dell’Università del Wisconsin, che ha evidenziato la presenza di un allele HLA DQ1 nel gruppo di pazienti diagnosticati per gluten sensitivity (sempre seguendo l’iter diagnostico per esclusione). Quindi, queste ricerche vanno anche a sfatare anche un altro dubbio: quello della temporaneità della gluten sensitivity. Una volta diagnosticata, la gluten sensitivity è come un diamante: è per sempre.

Eppoi sono arrivati sulla scena i FODMAPs, in particolare i fruttani.

Vero è che i fruttani, come altri FODMAPs, stanno ad un intestino disequilibrato – il microbioma disequilibrato è una caratteristica comune a molte patologie, incluse la celiachia e la gluten sensitivity – come il diavolo sta all’acqua santa. Altrettanto vero è che fruttani e FODMAPs sono i disturbatori per elezione di un intestino irritabile (IBS, sindrome da intestino irritabile). Va anche ricordato che tra i FODMAPs c’è anche il lattosio, che spesso disturba grandemente l’intestino del gluten sensitive e del celiaco, a volte anche associandosi a problemi di sensibilità alle proteine del latte (che non sono solo caseine).

Alcuni ricercatori hanno dimostrato che i fruttani o i FODMAPs sono gli unici responsabili della gluten sensitivity. Si, ma gluten sensitivity autodiagnosticata e non gluten sensitivity diagnosticata per esclusione, secondo i codificati Criteri di Salerno.

Proprio per le sue caratteristiche di malattia ombrello, sicuramente oltre alla gliadina ci possono essere altri triggers, anche perché chi soffre di gluten sensitivity spesso presenta altre sensibilità e intolleranze importanti. Però, mentre la ricerca continua a progredire e a fornire risposte alle nostre domande di pazienti affetti da gluten sensitivity, il distinguo importante da fare è la diagnosi: nessuna malattia o patologia o sindrome può essere autodiagnosticata, ma va diagnosticata secondo precisi protocolli e criteri diagnostici, che nel caso della gluten sensitivity sono i Criteri di Salerno (diagnosi per esclusione).

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fabianacorami

Sono Fabiana, moglie, mamma, ricercatrice e blogger, affetta da tiroidite di Hashimoto autoimmune, da gluten sensitivity e da sensibilità alle proteine del latte. Grazie alle mie problematiche, mi sono interessata e ho approfondito diverse tematiche legate alle malattie autoimmuni alimentari, alle allergie alimentari e co. Sempre col sorriso, sempre sperimentando in cucina, perchè "senza" è "con tanto gusto"