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Elena, 22. agosto 2016 Approfondimenti

Diagnosi e monitoraggio della celiachia: le ultime linee guida

Quando ho ricevuto la diagnosi di celiachia, non mi è stato detto nulla su ciò che avrei dovuto fare per il monitoraggio della patologia.
Essendo stata una diagnosi per caso e molto fortunata a scoprirla al primo colpo, ma non mi ero recata in uno dei presidi accreditati per la diagnosi della celiachia, quindi ho proceduto prima con i suggerimenti del gastroenterologo poi con il buonsenso.

Dopo i primi 6 mesi di dieta sono stata sottoposta di nuovo alla gastroscopia e i medici hanno potuto constatare un miglioramento della mucosa del duodeno (che al momento della diagnosi si presentava con lesioni di grado Marsh 3c), confermando la diagnosi di celiachia.
Nel 2003 nella mia regione, la Puglia, questo era previsto. Poi tutto è stato lasciato alla mia discrezione.

Lo scorso Agosto 2015, sulla gazzetta ufficiale, sono state pubblicate invece le nuove linee guida per la diagnosi e follow up della celiachia, con particolare attenzione alla diagnosi in età pediatrica.

Avete già avuto occasione di leggerle?

Innanzitutto la diagnosi è effettuata solo dai presidi accreditati con il servizio sanitario nazionale e vi sono alcune disturbi per i quali è fortemente consigliato indagare con gli esami per la celiachia. Si passa dalla presenza di disturbi intestinale cronici all’ipoplasia dello smalto dentale, dalle afte ricorrenti alla bassa statura o alla stanchezza cronica per arrivare anche alla presenza di tiroiditi o diabete di tipo 1 o alla presenza di alcune sindromi ( Down, Turner , Williams).

La nuova normativa stabilisce che la diagnosi in età pediatrica possa non prevedere la biopsia nel caso in cui il bambino risulti:

  • positivo all’esame genetico (HLA)
  • abbia i valori di anti-Tg2 superiori di 10 volte il limite
  • risulti positivo agli EMA su prelievo di un altro campione di sangue

Nei soggetti invece solo positivi all’HLA gli anticorpi anti-TG2 vanno dosati ogni 2 o 3 anni.

Negli adulti la biopsia per la diagnosi certa è ancora necessaria e deve essere eseguita ovviamente prima di eliminare il glutine dalla dieta. Una seconda biopsia va considerata nei casi in cui, pur seguendo la dieta i pazienti continuino ad avere disturbi.

I controlli sono previsti entro 6-12 mesi dalla diagnosi e poi ogni 1-2 anni. Alla diagnosi dovrebbero essere valutati anche i valori della tiroide (TSH e TPO) e se risultano entrambi nella norma vanno ripetuti ogni 3 anni. Se invece risultano alterati bisogna rivolgersi ad un endocrinologo per gli approfondimenti necessari.

densitometriaNell’adulto la densitometria ossea andrebbe eseguita una volta almeno dopo 18 mesi di dieta senza glutine e ripetuta solo se si evincono condizioni patologiche.

Dopo l’entrata in vigore di questa normativa ho fatto anche io la densitometria, ma ho dovuto insistere parecchio con il mio medico perchè me la prescrivesse. Con i medici di base è una lotta continua… vero?

P.S. La mia densitometria è risultata nella norma, ma sento spesso di giovani celiaci con un quadro importante di osteoporosi. Se non l’avete mai fatta, approfondite… È importante per la nostra salute!

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Elena

Mamma, moglie, architetto, di Bari. Celiaca diagnosticata nel 2003, amo le ricette semplici e appetitose. Sono sempre alla ricerca di spunti golosi per rimpinzare la mia primogenita settenne, celiaca anche lei... Marito e secondogeniti (2 vivaci gemellini) dimostrano di apprezzare molto! Nel 2012, dopo un fitto scambio di idee con la mia amica Eleonora , abbiamo aperto il blog Paneamoreceliachia. Informazioni, consigli, ricette facili e ben presentate sono state il nostro filo conduttore da sempre. Perchè togliere il glutine dalla propria alimentazione non vuol dire rinuciare a nulla, tantomeno al sapore!

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