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simonetta, 23. luglio 2018 Approfondimenti

Cosmetici senza glutine: sono una moda o una necessità?

Cosmetici senza glutine si o no?

Chi soffre di celiachia e chi ha sensibilità al glutine deve usare i prodotti di bellezza che dichiarano essere senza glutine?

La riposta molto chiara la dà il comitato scientifico della AIC:

La celiachia è un’intolleranza alimentare che ha come organo bersaglio l’intestino tenue e la presenza di glutine in cosmetici, detergenti, o altri prodotti che possano venire a contatto con la pelle o le mucose, come anche quelle della bocca, non comporta alcun rischio per i celiaci.
Analogamente ai farmaci, la quantità di dentifricio o rossetto che può essere accidentalmente ingerita nell’uso quotidiano, anche qualora questi prodotti contenessero glutine per contaminazione accidentale o come eccipiente di particolari principi attivi, non può comportare comunque un’assunzione significativa di glutine.

Ma allora perchè ci sono i cosmetici gluten free?

 

Anche uno dei massimi esperti di celiachia, il professor Alessio Fasano, Direttore Medico del Centro per la ricerca sulla Celiachia dell’Università del Maryland, conferma che:

Se si ha la celiachia, l’applicazione di prodotti contenenti glutine sulla pelle non dovrebbe essere un problema, a meno che non si abbiano lesioni cutanee che permettono al glutine di essere assorbito sistemicamente in grandi quantità.
 Il motivo per cui  l’uso dei cosmetici con glutine non dovrebbe essere un problema è che, sulla base di ciò che sappiamo in questo momento, è l‘ingestione orale di glutine che attiva le cascate immunologiche che portano al processo autoimmune tipico della celiachia.”

In questa logica, anche chi soffre di dermatite erpetiforme scatenata dall’intolleranza al glutine, non ha nessun problema con i cosmetici che contengono questo ingrediente, come confermano anche gli studi del professore Timo Reunala, uno dei principali specialisti di questa malattia della pelle, consultato da AIC. Se per caso poi ci fossero lesioni gravi nella pella sicuremente la cura è un farmaco, non un prodotto cosmetico.

 

Negli Stati Uniti, il paese dove il “gluten free” è diffuso anche come stile di vita, la posizione  del Gluten Intolerance Group è identica a quella di AIC Italia. Cynthia Kupper RD, direttore esecutivo del gruppo dice che:

Durante lo studio del possibile assorbimento del glutine attraverso la pelle, ho parlato con molte organizzazioni di regolamentazione e con persone di ricerca e sviluppo nel settore cosmetico. Sono tutti d’accordo sul fatto che il glutine e tutte le proteine ​​sono troppo grandi per essere assorbiti attraverso la pelle. Pertanto, i prodotti  che contengono glutine non devono essere evitati da persone con celiachia e dermatite erpetiforme

 Quando si tratta di prodotti etichettati come ipoallergenici, significa semplicemente c è meno probabile che il prodotto causi una reazione allergica.”

Quindi se si ha una reazione cutanea a un prodotto, si potrebbe associare  al glutine, ma in realtà è correlata a qualcos’altro nel prodotto.”

Quindi la parola chiave non è celiachia o sensibilità al glutine, ma allergia, ovvero una reazione immunitaria immediata al contatto con uno specifico ingrediente.

C’è anche da tenere in conto che  benchè spesso i prodotti a base di grano o avena o altri cereali, siano usati come additivi nei cosmetici, è molto difficile che venga usato il glutine, ossia il composto che si forma mescolando gluteine e gliadine con acqua.

L’olio di germe di grano viene usato per dare idratazione, la vitamina E viene ricavata dal frumento viene usata come antiossidante, l’amido di grano viene usato per addensare, le fibre, soprattutto di avena e crusca possono essere usate per l’esfoliazione: potete trovare questi ingredienti prodotti di bellezza e per il corpo come scrub per il corpo e il viso, shampoo e cosmetici inclusi i rossetti.

In etichetta sono presenti come:

  • Triticum vulgare (grano)
  • Hordeum vulgare (orzo)
  • Secale cereale (segale)
  • Avena sativa (avena)
  • Wheat germ oil (olio di germe di grano)
  • Hydrolyzed wheat protein (proteine del grano idrolizzate)
  • Stearyl dimonium hydroxypropyl (proteine del grano idrolizzate)
  • Laurdimonium hydroxypropyl (proteine del grano idrolizzate)
  • Colloidal oatmeal (avena colloidale)
  • Hydrolyzed vegetable protein (può derivare dal grano)
  • Dextrin palmitate (amido di grano)
  • Vitamin E (spesso deriva da grano)
  • Malt extract (spesso deriva da orzo)
  • Beta glucan (fpuò derivare dal grano)
  • Vegetable protein (può contenete grano, orzo, segale o avena)
 Le etichette dei prodotti cosmetici sono, in effetti,  un altro rebus: bisognerebbe conoscere tutti i componenti secondo la nomenclatura de INCI, ma in ogni caso il contenuto di glutine nei cosmetici non è chiaro, ovvero le dosi non sono indicate.
In generale però, secondo studi realizzati, le quantità degli ingredienti derivati da grani contenenti glutine utilizzati nella maggior parte dei prodotti è insignificante e per causare una reazione immunitaria collegata alla celiachia, alla dermatite erpetiforme o alla sensibilità al glutine bisognerebbe ingerne una dose massiccia

Quindi anche “mangiarsi” il rossetto o lo smalto per le unghie non dovebbe comportare danni immediati, a meno che non si abbia un’allergia a un ingrediente specifico, come il grano o l’avena. In questo caso, anche se la reazione allergica  da contatto di un cosmetico è rara, forse è meglio di acquitare i prodotti di bellezza che hanno una dicitura “senza glutine”.

Alcuni recenti studi pubblicati su The Journal of Allergy and Clinical Immunology e PubliMed  sulle proteine del grano idrolizzate, che si usano soprattutto nei prodotti per i capelli, stanno verificando che esiste una certa correlazione tra l’uso dei prodotti cosmetici contenenti questo ingredienti e delle reazioni cutanee tipo orticaria o di varia natura e si pensa che il contatto costante con questi allergeni possa poi indurre una intolleranza alimentare.

Si presuppone che le proteine del grano idrolizzate sono delle proteine frammentate, dei peptidi, e  quindi sono molecole molto più piccole del glutine e probabilmente l’effetto barriera viene meno o si riduce. Vedremo tra qualche anno quali saranno le conclusioni degli scienziati.

Nel frattempo i cosmetici possono ancora usare la dicitura “senza glutine”, nonostante l’opposizione di AIC e del Giurì dello Iap (istituto di autodisciplina pubblicitaria), secondo l’Antitrust perchè il messaggio non è diretto solo ai celiaci, ma anche a coloro che soffrono di dermatite atopica (che sono il 18% dei bambini e il 5% degli adulti). Per questo soggetti la barriera epidermica è alterata e sono predisposti al rischio avere allergie da contatto, e il glutine può essere una causa. Quindi nel dubbio, il criterio è quello della prudenza e quindi la scritta “gluten free” è utile per chi soffre di dermatite atopica.

In conclusione, celiaci e sensibili al glutine possono usare qualsiasi cosmetico, mentre per chi ha allergie al grano o dermatiti atopiche forse è meglio usare un principio di prudenza e usare prodotti con la dicitura “senza glutine”.

 

 

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Sono Simonetta Nepi e quando ho scoperto di essere celiaca ho anche capito quanto mi piaceva impastare, infornare e cucinare. Quello che doveva essere un limite mi ha invece regalato una gran voglia di sperimentare, scoprire gusti e nuovi sapori. Con il mio blog www.glu-fri.com propongo ricette semplicissime e adatte a tutti, con una grande passione per la pasticceria casalinga.