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eleonora, 07. settembre 2015 Approfondimenti

Cosa non dire ad un celiaco

Se si raccogliessero le frasi infelici e gli atteggiamenti poco sensibili rivolti a chi è celiaco, probabilmente si potrebbe realizzare un best seller.

Non appena si comunica all’interlocutore di essere celiaci, ecco arrivare come un fulmine a ciel sereno la battuta infelice. Non è una regola matematica, spesso chi abbiamo di fronte pone domande di vario genere sull’intolleranza al glutine, ma altrettanto di frequente capita di dover assistere a conversazioni inverosimili!

Una tra tutte?

– Ma dai! Cosa vuoi che ti faccia una mollica di pane!

alternata a :

– Non morirai mica se per una volta mangi normale!

Se non vi è mai capitato, siete stati fortunati!

Ma forse vi sarà successo che qualcuno vi abbia chiesto il grado di intolleranza, con la mitica frase:

– Ma tu, quanto sei celiaco da 1 a 10?

Purtroppo a chi è disinformato si aggiunge chi è diversamente informato; c’è chi crede che mangiare senza glutine faccia dimagrire, chi pensa che il cibo glutenfree non sia gustoso ed anche chi chiede se nel frattempo si possa essere guariti.

Qualche giorno fa, al mare, ho sentito dire da una ragazza che da quando mangia la pasta di Kamut sta meglio, e dopo aver trascorso almeno trenta minuti del mio tempo a fargli capire che “la celiachia è unFreundinnen Kaffeea immunopatia scatenata dalla proteine del glutine” e soprattutto che il Kamut è una varietà del grano pertanto contiene glutine mi sono sentita dire che avrebbe rinunciato al kamut, prediligendo da quel momento, pasta di mais e riso ed eliminando anche la carne a favore del seitan (anch’esso a base di grano e quindi proibito a chi segue una dieta priva di glutine!!!); mi sono cascate le braccia ed è partita la seconda mezz’ora di conversazione sul seitan!

Spesso a fare confusione sono anche i ristoratori, pertanto possibilmente, cercate un locale informato, come quelli segnalati su Glutenfreeroad, così non vi sentirete dire:

– Si, quello è con il farro, potete mangiarlo! 🙁

Ma vi è mai capitato l’amico/parente/conoscente/fidanzato che vi ha detto:

– Che buono! Peccato tu non possa mangiarlo!

(in questo caso meglio rompere l’amicizia/parentela/conoscenza, ma soprattutto il fidazamento :-D!)

Spesso queste (e tante altre frasi) irritano molto, tanto che l’AIC ha creato un hashtag: #nondiremaiaunceliaco per condividere le frasi peggiori e magari farsi quattro risate in compagnia, perché tanto arrabbiarsi serve a poco ma ridere fa bene al corpo ed alla mente.

Vi lascio un piccolo vademecum con 5 frasi da evitare! Così se il vostro amico/compagno/fidanzato è lì nei paraggi, mentre gli offrite un golosissimo biscottino (ovviamente senza glutine), gli porgete anche l’elenco grazie al quale risparmierà al celiaco di turno la battutaccia inopportuna!

LA TOP 5 : NON DIRGLI MAI 😉

1- Non fare l’esagerato per una mollica!

2- Buonissimo! Peccato tu non possa!

3- Quanto sei celiaco?

4- Ma quindi non puoi mangiare niente? Poverino!

5- Andiamo a cena, tu ci raggiungi dopo?

E per finire, non dimenticate che anche la birra contiene glutine, pertanto prima di invitare al consumo, accertarsi della disponibilità di una variante glutenfree o meglio ancora, leggete questo articolo sugli alcolici consentiti!

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eleonora

Art diector, mamma, moglie; appassionata di tutto ciò che è creativo. Dalla grande amicizia con Elena nasce la voglia di fare qualcosa per superare tutti gli ostacoli sociali a cui va incontro chi soffre di celiachia. Nasce così nel 2012, il nostro blog: Paneamoreceliachia, dove cerchiamo di affrontare giorno per giorno ciò che la vita ci offre. Quando mi chiedono come mai mi interesso a questo problema visto che io non ne soffro, ne rimango sorpresa. La risposta è nell'aver capito che una dieta glutenfree non è nè un capriccio, nè una moda, ma l'unica cura possibile per chi soffre di celiachia e la sensibilizzazione di chi non la vive tutti i giorni può apportare un grande beneficio sociale a chi deve seguire una scrupolosa dieta senza glutine.

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