eleonora

eleonora, 16. gennaio 2017 Approfondimenti

Come si fa il test per l’intolleranza al lattosio?

Durante le lunghe vacanze di Natale sono tornata in Puglia.

Come sempre avrei voluto approfittare dell’occasione per poter mangiare un sacco di mozzarelle, ma vista la diagnosi ricevuta qualche mese fa sulla mia intolleranza al lattosio ho dovuto rinunciare. 

Lo sospettavo già da tempo, ma come spesso capita, tutti sottovalutavano il mio malessere, attribuendolo a problematiche di tipo diverso. Spesso alcuni sintomi vengono confusi con quelli della celiachia, a cui purtroppo a volte si associa. Molti neo diagnosticati celiaci, per migliorare velocemente il loro stato di salute seguono una dieta priva sia di glutine che di lassosio, durante il primo periodo.

Per quello che mi riguarda, devo ammettere che io stessa, mi auto-convincevo, focalizzandomi su: stress, influenza, affaticamento ecc… fino a quando ho fatto il test. Sinceramente non sapevo che tipo di test fosse, ma credo possa essere interessante sapere in cosa consiste, così, vi racconto la mia esperienza!

La mia dottoressa di base mi ha consegnato l’impegnativa ed attraverso il CUP (centro unico prenotazioni) ho richiesto il Breath test o Test del respiro.

Ho prenotato nell’ospedale a me più vicino e qualche giorno dopo mi è arrivata una mail con tutte le indicazioni per eseguire il test. Ero completamente disinformata sulle modalità, ma posso dirvi con molto sollievo che non è un test invasivo ed è semplicissimo da fare.Lattosio test

Il Breth test o test del respiro (come suggerisce il nome stesso) è un test che si basa sulla funzione respiratoria. Dura circa 3 ore e prevede una piccola ma facile preparazione. Come anticipatovi,  mi è arrivata una mail, in cui mi veniva chiesto di non assumere antibiotici nelle 2 settimane precedenti il test e di non assumere lassativi 7 giorni prima dell’esame. Inoltre nelle 24 ore precedenti il test non dovevo assumere alimenti ad alto contenuto di fibre come: frutta, verdura, legumi, cibi integrali, patate, pomodori, crusca, latte e derivati (formaggi, gelati o alimenti confezionati contenenti latte). Praticamente non potete mangiare nulla!!!

Ma no, scherzavo! Anzi vi dico cosa ho mangiato io: a colazione, tè e Fette Biscottate Schär; a pranzo bistecca ai ferri; nel pomeriggio un tè con i Frollini Schär senza lattosio e a cena del riso in bianco. Insomma una dieta fattibilissima!!!

Un pò più dura è per i fumatori più incalliti, a cui viene richiesta l’astinenza dal fumo per le 12 precedenti fino alla fine del test.

La mattina dell’esame mi sono recata in ospedale a digiuno da 12 ore (potete consumare solo acqua naturale).

Sono stata accolta da una infermiera che dopo una serie di domande sulla sintomatologia ed il mio stato di salute, mi ha fatto soffiare in un apposito sacchetto.  Ha segnato i dati ottenuti e mi ha dato una bustina di lattosio in polvere da sciogliere in mezzo bicchiere di acqua naturale. So che in alcuni ospedali viene somministrato direttamente un bicchiere di latte intero, ma insomma, in definitiva vi viene somministrato del lattosio.

Dopo aver bevuto il vostro “drink”, ogni 30 minuti dovrete ripetere il test del respiro. Il tutto dura circa tre ore, in cui i valori ottenuti dimostreranno al medico se siete intolleranti o meno al lattosio. Io dopo due ore avevo già finito il test visto che la curva della mia sensibilità era già all’apice.

NON C’ERANO DUBBI! FACEVO PARTE DEL 35-40% DELLA POPOLAZIONE ITALIANA CHE POSSIEDE L’ENZIMA DELLA LATTASI (predisposto alla digestione del lattosio) IN QUANTITÀ MOLTO BASSA! Insomma sono intollerante al lattosio.

Insomma ho messo la parola fine al mio consumo smodato di mozzarella e cioccolata al latte! 

Ma non tutto è perduto: per fortuna i Cioccolini sono senza lattosio!

Vedi tutti i miei articoli

eleonora

Art diector, mamma, moglie; appassionata di tutto ciò che è creativo. Dalla grande amicizia con Elena nasce la voglia di fare qualcosa per superare tutti gli ostacoli sociali a cui va incontro chi soffre di celiachia. Nasce così nel 2012, il nostro blog: Paneamoreceliachia, dove cerchiamo di affrontare giorno per giorno ciò che la vita ci offre. Quando mi chiedono come mai mi interesso a questo problema visto che io non ne soffro, ne rimango sorpresa. La risposta è nell'aver capito che una dieta glutenfree non è nè un capriccio, nè una moda, ma l'unica cura possibile per chi soffre di celiachia e la sensibilizzazione di chi non la vive tutti i giorni può apportare un grande beneficio sociale a chi deve seguire una scrupolosa dieta senza glutine.