indennità di frequenza
Elena

Elena, 12. febbraio 2018 Approfondimenti

Celiachia, invalidità e indennità di frequenza

Il celiaco è un invalido?

Leggo spesso in gruppi Facebook o in forum di discussione sul web domande riguardo l’indennità di frequenza richiesta e ottenuta da alcuni genitori per i propri figli celiaci.

La domanda che ricorre è: “Mi hanno detto che esiste un sussidio che posso richiedere per mio figlio celiaco… voi lo percepite?”.

Ogni volta che leggo questa domanda vengono fuori le risposte più disparate. Si passa dal solito cinico-opportunista che sostiene che “se esiste la possibilità, bisogna far di tutto per ottenere questo sussidio”, all’indignazione di chi non percepisce neanche il contributo in buoni dal servizio sanitario nazionale e che si profonde in commenti duri per dimostrare che gli italiani sono solo un popolo di approfittatori e falsi invalidi.

Scoperta la discussione, da mamma di una bimba celiaca, ho provato a farmi una mia opinione al riguardo cercando maggiori informazioni  sull’ indennità di frequenza sul sito dell’Inps e su quello dell’Associazione Italiana Celiachia.

E’ un beneficio che “spetta ai cittadini minori di 18 anni ipoacusici o con difficoltà  persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età e che soddisfano i requisiti sanitari e amministrativi previsti dalla legge”.

Si tratta quindi di un aiuto economico per le famiglie di bambini e ragazzi con disabilità, erogato fino al diciottesimo anno di età, per sostenere la frequenza scolastica e il loro inserimento nella vita sociale.

L’erogazione è legata :

  1. al riconoscimento dello stato di invalidità civile del minore,
  2. al fatto che quest’ultimo non sia in grado di compiere gli atti quotidiani legati alla sua età.

La celiachia, come potrete leggere nella sezione del sito AIC dedicata all’argomento, non costituisce in sé una patologia invalidante, potrebbe esserlo se si accompagna ad altri problemi di salute gravi e da valutare nel singolo caso.

Il celiaco a dieta corretta senza glutine senza altre patologie, non può perciò essere considerato un invalido e non può godere di benefici destinati a pazienti affetti da patologie gravi e refrattarie alle cure.

Vorrei chiudere questo articolo dicendo che ognuno conosce il suo stato di salute e/o quello dei propri figli. Da quando curo la celiachia di mia figlia con un’attenta e scrupolosa dieta senza glutine, non mi sento in tutta onestà di poter giustificare chi intraprende la strada della richiesta dell’indennità di frequenza solo perché esiste la possibilità.

La salute di mia figlia, passa anche dalla consapevolezza di essere una bambina sana che per continuare a star bene deve seguire un regime alimentare specifico e avere gli stessi diritti e doveri dei bimbi della sua età. Per me un celiaco non è un invalido.

 

 

 

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Elena

Mamma, moglie, architetto, di Bari. Celiaca diagnosticata nel 2003, amo le ricette semplici e appetitose. Sono sempre alla ricerca di spunti golosi per rimpinzare la mia primogenita settenne, celiaca anche lei... Marito e secondogeniti (2 vivaci gemellini) dimostrano di apprezzare molto! Nel 2012, dopo un fitto scambio di idee con la mia amica Eleonora , abbiamo aperto il blog Paneamoreceliachia. Informazioni, consigli, ricette facili e ben presentate sono state il nostro filo conduttore da sempre. Perchè togliere il glutine dalla propria alimentazione non vuol dire rinuciare a nulla, tantomeno al sapore!