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simonetta, 06. marzo 2017 Approfondimenti

5 cose da sapere su intolleranze e allergie alimentari

Sapete quali sono le differenze tra intolleranze e allergie alimentari? Proviamo a sintetizzarle in 5 punti.

  • 1. Cosa sono?

L’allergia è una reazione anormale, esagerata, del sistema immunitario nei confronti di certe sostanze, dette allergeni, che comunemente sono innocue ma che, in persone ereditariamente predisposte, determinano sintomi a carico di certi organi o apparati. È l’alimento stesso con i suoi allergeni (più precisamente le proteine in esso contenute) a provocare questa risposta sproporzionata, che può sfociare anche in conseguenze molto dannose per l’organismo.

L’allergene è percepito come elemento estraneo dall’organismo, e viene attaccato dai meccanismi di difesa immunitaria,  in particolare dalle immunoglobuline E (IgE). Le IgE incontrando l’allergene scatenano un’ulteriore reazione che coinvolge i mastociti tessutali ed i basofili. I mastociti, che si trovano sotto la superficie cutanea e nelle mucose di naso, occhi, apparato respiratorio, apparato gastrointestinale, rilasciano diverse sostanze tra cui l’istamina, responsabili dei sintomi delle reazioni allergiche.

L’allergia è veloce e immediata: la reazione dal momento del contatto con la sostanza allergizzante avviene dopo 5 – 30 minuti (mediamente 15 minuti), ed è specifica: si manifesta solo alla presenza anche minima di uno determinato allergene.

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Le intolleranze alimentari provocano una reazione dannosa, spesso ritardata, ad un alimento, una bevanda,  un additivo alimentare, o un composto che si trova in determinati alimenti e che produce sintomi in uno o più organi o sistemi del corpo. Possono essere classificate in enzimatiche e farmacologiche.  Quelle enzimatiche sono determinate dall’incapacità, per difetti congeniti, di metabolizzare alcune sostanze presenti nell’organismo. L’intolleranza enzimatica più frequente è quella al lattosio,

Le intolleranze farmacologiche si manifestano in soggetti che hanno una reattività particolare a determinate molecole presenti in alcuni cibi. In alcuni casi, infine, la reazione può essere dovuta ad alcuni additivi aggiunti agli alimenti,o in farmaci basati su principi attivi naturali.

Le intolleranze alimentari non si manifstano con una reazione immediata, ma con un danno che avviene in un determinato periodo di tempo, i sintomi si manifestano  quando di supera un “livello di soglia” di ingestione di un uno specifico alimento che scatena la reazione. È come se fosse un lento avvelenamento.

 

  •  2. Quali sono le allergie e intolleranze più comuni

Qualsiasi alimento potrebbe scatenare reazioni allergiche ma il 90% delle reazioni sono sono causate da un numero ristretto di alimenti: latte, uovo, grano, pesce, frutta a guscio, soia, arachidi, crostacei, sesamo.

Nei bambino la più intolleranze e allergie alimentaricomune allergia alimentare è l’allergia al latte vaccino, seguita da allergia all’uovo e alle arachidi, la buona notizia è che l’85% dei bambini allergici al latte vaccino sviluppa tolleranza entro il 3 anno di età.

Per le intolleranze alimentarem la causa può essere identificata in una carenza di enzimi digestivi, come nel caso dell’intolleranza al lattosio per cui il corpo non produce l’enzima della lattasi a sufficienza per digerire il lattosio nel latte.

 

Altri  esempi di intolleranze dovute alla carenza di un enzima sono il favismo e l’ intolleranza ereditaria al fruttosio.

La celiachia, invece, è una malattia autoimmune causata da una risposta immunitaria alle proteine del glutine, si traduce in intolleranza al glutine e può portare anche a un’intolleranza al lattosio temporanea.

Alcuni compenenti chimiche dei cibi che possono provocare intolleranza sono  salicilato, tartrazina e l’acido benzoico che si trovano naturalmente in molti alimenti, tra cui frutta, succhi di frutta, verdura, spezie, erbe, frutta secca, tè, vini e caffè. La al salicilato provoca reazioni non solo quando è presente in aspirina e farmaci antiinfiammtori, ma anche quando è presente in alcuni alimenti come le ciliegie.

 

  • 3. Quali sono i sintomi

Allergie e intolleranze potrebbero avere la stessa a sintomatologia: dolori addominali, diarrea, nausea, gonfiore allo stomaco, prurito ed arrossamento della cute.

In un’allergia possono essere di maggior entità e possono sfociare anche in problemi respiratori, cardiorespiratori, fino alla forma più grave dello shock anafilattico che  può provocare coma e anche morte se non si interviene immediatamente con farmaci specifici.

Con le intolleranze, invece,  possono manifestarsi sintomatologie che possono essere confuse con altre patologie e rallentare una diagnosi corretta: afte, inappetenza o appetito eccessivo, nausea, stipsi  digestione prolungata o difficile. Inoltre,  ritenzione idrica, improvvisi cambiamenti di peso, iperacidità, gastrite, sindrome dell’intestino irritabile o colite, capogiri, mal di testa, sonnolenza, stanchezza cronica, ansia, insonnia e persino forme lievi di depressione

 

  • 4. Come si diagnosticano

Le allergie possono essere diagnosticate solo eseguendo i test allergologici, che devono risultare positivi per l’allergene che viene testato.

Il prick test consiste nell’inoculare sulla pelle (solitamente nella regione dell’avambraccio) le goccioline dei diversi estratti allergenici . In 15-20 minuti in caso di positività si renderà visibile un pomfo (molto simile a una puntura di zanzara).

Questi test hanno un valore più limitato in caso di allergia alimentare e quindi si possono fare dei test di provocazione, che consistono nell’ingerire quantità progressivamente crescenti dell’alimento sospetto senza che né il paziente né il medico sappiano di che alimento si tratta  e permetteno di stabilire un rapporto di causa ed effetto.

Infine esiste  la ricerca delle immunoglobuline IgE specifiche nel sangue, e si utilizzano quando non si riesce ad individuare la sostanza che causa l’allergia.

Per tutte le allergie l’unica cura è evitare il contatto con l’allergene, anche in tracce. All’ospedale Meyer di Firenze si sta valutando in via sperimentale la terapia  di Desensibilizzazione Orale agli alimenti che consiste nella lenta e graduale somministrazione di quantità progressivamente crescenti dell’alimento in causa in quei soggetti con storia di reazioni immediate di tipo allergico confermate da una attenta valutazione allergologica. Lo scopo è far si che l’organismo “tolleri” pian piano l’alimento a cui è allergico, il che vuol dire che si potrebbe evitare una reazione allergica grave, ma forse non eliminare completamete la dieta.

Le intolleranze sono più difficili da diagnosticare e generalmente si ricorre ad esami per l’individuazione degli specifici fattori, di frequente, anticorpi o autoanticorpi, presenti nel sangue, come nel caso della celiachia in cui sono presenti Anticorpi anti-gliadina (AGA), Autoanticorpi anti-endomisio (EMA), Autoanticorpi antitransglutaminasi (tTGA).

Per evitare falsi positivi si ricorre a gastroscopie o colonscopie, nel caso della celiachia sono fondamentale per misurare il danno ai villi intestinali e confermare la diagnosi.

Nel caso dell’intolleranza al lattosio, ad esempio, si ricorre al test del respiro (breath test), per la ricerca di idrogeno nell’area emessa che fa sospettare una cattiva digestione del latte.  Il breath test è il solo test per l’intolleranza validato scientificamente.

In altri casi si ricorre a una dieta di evitamento: con controllo medico bisogna evitare gli alimenti sospettati di provocare i sintomi.

Evitare la sostanza che provoca l’intolleranza è l’unica cura di questa patologia.

 

  • 5. Allergia al frumento e celiachia

L’allergia al frumento è una reazione allergica ad alimenti contenenti questo cereale e si manifesta sotto varie forme che potrebbero essere confuse con la celiachia, o la sindrome da intestino irritabile, è quindi necessaria una corretta diagnosi.

Nell’allergia al grano la reazione è innescata dal consumo dell’alimento, ma in alcuni casi è sufficiente l’inalazione della farina per scatenare la manifestazione dei sintomi (allergia da contatto).

Nel caso della celiachia,  che è una malattia genetica autoimmune, il sistema immunitario individua erroneamente il glutine, il complesso proteico contenuto nel chicco di frumento, come una molecola pericolosa e danneggia i tessuti intestinali in presenza della sostanza. Questo non avviene in caso di allergia.

Nel caso di allergia, soprattutto nei bambini, bastano pochi milligrammi di proteina del grano per scatenare gravi reazioni allergiche. Nei neonati e nei bambini è necessaria una rigorosa astensione dal consumo di grano.

I prodotti senza glutine, inoltre, non sono sempre indicati per chi soffre di allergia al grano: a volte si ricorre ad amido di grano senza glutine che però può contenere la proteina del grano come fattore allergico scatenante.

Per chi è allergico al grano è quindi indispensabile verificare nelle etichette degli alimenti la presenza dell’allergene frumento ed evitare tutti i prodotti che lo contengono.

Tantissimi prodotti Schär, oltre a non avere glutine, non contengono frumento o lattosio come le farine, che consiglion per fare a casa delizie di cui sarete assolutamente sicuri che non contengano nessun elemento scatenante allergie o intolleranza come il MIX IT, il mix universale, praticissimo e utile per ogni preparazione. MIX C Dolci, per la pasticceria, MIX B pane per fare pane e lievitati, MIX BROT per pane rustico, uno dei mie preferiti, per fare pani e prodotti da forno integrali.

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Fonte: http://www.drschaer-institute.com/it/allergia-al-grano/sintomi-1045.html

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Soy Simonetta y la enfermedad celíaca me ha hecho descubrir una pasión que estaba latente: la cocina. A partir de lo que podría parecer inicialmente como una limitación ha nacido la gana experimentar, probar, descubrir gustos y sabores. Con mi blog www.glu-fri.com propongo recetas simples y aptas para todo el mundo, con una gran pasión para tartas y pasteles que si gluten son más ricos!

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